Autunno italiano. Un autunno, questo, da dimenticare. Un autunno denso di fatti, storie e avvenimenti drammatici. Dal disastro di Messina che piange i suoi morti, alle affermazioni di chi, invece, ne minimizza le sorti... mentre l'Italia si sgretola sotto ai nostri piedi ma ci dicono che va tutto bene e... noi li ascoltiamo, speriamo, sogniamo, mentre ancora bruciano le ferite d' Abruzzo. Un autunno di crisi economica, di contestazioni, di fabbriche chiuse e di operai senza lavoro. Di famiglie che non riescono più a lottare e di gente per bene, travolta dai debiti, che poi finisce in mano all'usura. Di gente onesta che non ha più un reddito e pensa al suicidio per farla finita. Di anziani costretti a rubare, come dei ladri, un tozzo di pane nei supermercati. Un autunno di poveri sempre più poveri e di ricchi sempre più ricchi... un autunno italiano da dimenticare ma che purtroppo sarà duro a morire... non come le foglie
Milano, Novembre 2009. Prima mi hanno insegnato a sognare. Mi hanno donato delle Magnifiche ali di cera per volare alta nel cielo, lontano scappare. O almeno credevo. Mi hanno dato la libertà, l'Annone intrecciata di fiori primaverili e me l'Hanno posta sul capo come una corona. E intanto io giocavo al futuro. Osservavo il cielo Ogni giorno, ascoltavo le nuvole raccontare storie e leggevo le lacrime dei passanti. Un penny per i tuoi pensieri straniero. O un soldo per le tue lacrime della Madonna, ci farò una collana di perle. Ero un bravo clown, mi continuavano a nutrire sogni di libertà e crescevo bene e, come loro volevano, indurendomi sempre di più come la pietra, ma convinta di diventare un giglio al sorgere del sole. E intanto tessevano la Loro rete di temporali e risentimenti, Walzer rigidi di urla e paure Che avvolgevano sempre più il blu dei miei astri. Ma avevo ancora la Capacità di sentire la musica segreta delle Sfere Astrali, quelle di Pitagora, quelle Che girano nell'universo incastonate come gioielli e girano in un carillon scricchiolante. La senti la musica? Si nasconde Nelle tue dita e scappa proprio Quando chiudi gli occhi, lontano corre, si arrotola intorno alle orecchie degli altri e si nasconde per un po '. Poi torna. Torna sempre. E anche io dovevo tornare, tornare al mio destino di cantastorie Che regalasse alle persone un quarto d'ora di fuga Dalla realtà, Dieci secondi di illusione. E le storie fluivano, la musica e con le stagioni, e Passava il tempo. E con lui Principi passavano in bicicletta, a cavallo di stelle comete o semplicemente a piedi e pure un po 'lenti. Ma l'inganno Ormai Stato era portato a termine, le catene invisibili del gioco e del riso Erano Strette Attorno ai miei polsi. E allora ho inventato un sorriso di carta e ho nascosto la pioggia in tasca per raccontare al mondo un'altra storia prima del tramonto.
Ti ha lasciato in 160 caratteri? Ti ha conquistata con le faccine? :-) Se Galeotto fu il telefonino, se la notte non dormi Aspettando un Suo messaggio, se di giorno Guardi mille volte il display aspettando che s'illumini, se gli mandi 200 sms al giorno, se sul Suo telefonino hai beccato un messaggio sospetto, se controlli la posta compulsivamente nell'attesa della "sua" e-mail, se ti ha incantata con la poesia sul Suo blog che sembrava scritta proprio per tema così come sembrava aanche alle altre cento ... se l'hai conosciuto su internet e pensavi Fosse Amore e Quando l'hai Incontrato hai scoperto Che era un Calesse, se ti innamori delle parole ........ ecc ecc
...Spesso, ultimamente mi capita di passare svariate ore nel buio piu totale.. vagabondando di stanza in stanza in cerca di..nulla ma chi se ne accorgerebbe.. chi mai potrebbe scorgere le mie fattezze all'interno di un colore che mi appartiene! siamo forme monocromatiche che danzano insieme.. senza darlo a vedere un ballo impercettibile all'occhio umano.. due forme dello stesso colore che si intrecciano non fanno altro che creare un'unica forma statica! anche se le parti che la compongono si muovo alla velocita'..del buio.. che velocita' ha il buio? Ha la stessa velocita' della luce? non so rispondere.. ma col tempo ho imparato ad avere dentro il buio.. anche quando fuori c'è il sole!
gira intorno a noi, a NOI, siamo parte di un movimento, siamo il movimento stesso mentre tutto si muove, possiamo guardare o partecipare al moto, ma siamo noi.
Caleidoscopio, raggi di luce, colori, specchi, vetri, tende, ombre, lenzuola, letti, cuscini, amore, muri, porte, dentro, fuori, noi, sempre noi.
immobile aspetto, immobile nell'aspetto, i miei occhi ascoltano i tuoi, seguendo ogni battito di ciglia, guidano i miei pensieri, volano da te, volano nel mio cuore.
cosa prendi dal mio sguardo, dal mio respiro, dalla mia voce? la mia vita è tua se per te ha un valore, prendila mi dai così tanto, che scriverne è impossibile
mi dai così tanto, che pensarti è limitativo, l'unica cosa che posso fare per te, è amare il tuo essere donna unica Ishsha, unica donna per me
con una smorfia di rabbia e dolore con lo sguardo dell'ansia
ora ti vorrei così, come nel mio sogno, con un mezzo sorriso sulle labbra svegliarti con un buongiorno, particolare, con l'inchino al tuo sonno.
buona giornata da un uomo in ginocchio, che crede nell'amore, nell'affetto, che crede anche in un sorriso.
Buona giornata da chi, sà di non aver sbagliato nell'inginocchiarsi ancora una volta e nel guardarti pensandoti felice
il tuo sonno agitato, il mio sonno agitato, ognuno chiuso nei suoi pensieri, senza comunicare, ad ascoltare la voce delle nuvole
la senti ancora, le dai un nome, la chiami "l'altra", la sento ora, la sento ancora, la chiamo col tuo nome ed entrambi girandoci nel nostro dolore
evocando, cerchiamo il contatto con quelle nuvole per sapere se dicono il vero, ignorando altre voci, già catalogateci giriamo, ci rigiriamo ancora, come su una graticola, per sentire dolore, negandoci la possibilità che quelle voci
siano solo frutto di nostri pensieri. Nuvole che parlano, fumo nell'aria ed una malinconia che ci avvolge
ti cerco, nel tuo sonno e nel tuo sogno, ti cerco nei tuoi pensieri, volo sino a te, percorrendo il cammino che vorrai.
Se vorrai, se vuoi, ora ascoltami, ascoltami se hai un solo, minimo dubbio che possa far vacillare la tua certezzacome in un tango figurato, tendi la mano nell'allontanare, muovi il braccio per avvicinare
e le figure, si compongono sinuose in mille intrecci, di corpi e d'anime, sempre due, sempre lo stesso ballo,
ancora due, la musica disegna nell'aria il movimento, quando stringersi, quando allontanarsi, quando abbracciarsi, quando abbracciarci, Ishsha, ti amo.
Mare, sei il mareil colore delle onde, la sabbia senza ombrelloni sole che picchia, il vento leggero ma freddo ancora spazi immensi che ingoiano tutto nessuno, oltre me, il pensiero di te e l'orizzonte orizzonte che perde il suo fascino se manca il tuo viso, se manca il tuo calore. Sembra di specchiarsi sulla sabbia mentre è solo ombra, se non ci sei e sei sempre con me, hai sostenuto il mio braccio mentre barcollavo hai sostenuto il mio pensiero, mentre vacillava sino a dargli forma, a renderlo concreto, a diventare tuo rispondi "non ho fatto nulla di ciò...non sono niente..."e ti dico ancora "a quattro mani, un pensiero diventa poesia, a due menti un pensiero diventa IL pensiero " il tuo non fare, è fare, l'essere niente è il tutto e ancora dici "ripeto..non sono nulla..." e sei pensiero, come me,ombra come me, siamo, in questo siamo fuori da questo, siamo ancora esistiamo senza esitare, qui e altrove, Ishsha, ti amo, leggilo come una dichiarazione, sentilo come una dichiarazione, in una mattina col cielo cieco, che conosci, che hai visto, che hai vissuto con e come me, per te, che leggi, queste parole, per te, che SAI, per te che SEI, e sai di essere Ishsha. Ascolta la voce di chi ha scelto di vivere sapendo di aver poco e di volertelo dare. assorbi allora una piccola cosa la vita, che dà anche gioia e vale la pena di combattere apprensione, sostantivo che vuol dire affetto, gelosia, vuol dire affetto stima, vuol dire affetto silenzio, vuol dire affetto, rispetto, stima apprensione, gelosia, felicità, trasporto vuol dire, il tuo nome. le tue lacrime, trasformale in rugiada libera le tue guance, lascia che i tuoi occhi sorridano, conosci, sai, sei, sorridi il tuo sorriso, le tue lacrime siano di gioia, siano liberatorie diventino riso e soddisfazione, cancella le tue gelosie, sostituisci la rabbia con quel che ti è proprio, la dolcezza e l'amore, perchè ti amo più di me stesso. ISHSHA...ISHSHA, ISHSHA...solo tu
c'era una volta, in un paese non tanto lontano, un molo...era lunghissimo, la gente del posto lo chiamava "il molo dei pensieri". si dice che da quando esiste non ci sia mai stato qualcuno che sia riuscito a percorrerlo tutto...ad arrivare fino in fondo...nel profondo delle sue riflessioni...a trovare un'altra strada...un'altra via per percorrerlo...ad arrivare a vedere COSA C'è alla fine...