ti ho lasciata che riflettevi
con una smorfia di rabbia e dolore
con lo sguardo dell'ansia
ora ti vorrei così, come nel mio sogno,
con un mezzo sorriso sulle labbra
svegliarti con un buongiorno,
particolare, con l'inchino al tuo sonno.
buona giornata da un uomo in ginocchio,
che crede nell'amore, nell'affetto,
che crede anche in un sorriso.
Buona giornata da chi, sà di non aver sbagliato
nell'inginocchiarsi ancora una volta e nel guardarti pensandoti felice
il tuo sonno agitato, il mio sonno agitato,
ognuno chiuso nei suoi pensieri,
senza comunicare, ad ascoltare la voce delle nuvole
la senti ancora, le dai un nome, la chiami "l'altra",
la sento ora, la sento ancora, la chiamo col tuo nome
ed entrambi girandoci nel nostro dolore
evocando, cerchiamo il contatto
con quelle nuvole per sapere se dicono il vero,
ignorando altre voci, già catalogateci giriamo, ci rigiriamo ancora,
come su una graticola, per sentire dolore,
negandoci la possibilità che quelle voci
siano solo frutto di nostri pensieri.
Nuvole che parlano, fumo nell'aria
ed una malinconia che ci avvolge
ti cerco, nel tuo sonno e nel tuo sogno,
ti cerco nei tuoi pensieri, volo
sino a te, percorrendo il cammino che vorrai.
Se vorrai, se vuoi, ora ascoltami,
ascoltami se hai un solo, minimo dubbio
che possa far vacillare la tua certezzacome in un tango figurato,
tendi la mano nell'allontanare,
muovi il braccio per avvicinare
e le figure, si compongono sinuose
in mille intrecci, di corpi e d'anime,
sempre due, sempre lo stesso ballo,
ancora due, la musica disegna
nell'aria il movimento, quando stringersi,
quando allontanarsi, quando abbracciarsi,
quando abbracciarci, Ishsha, ti amo.